Le nostre terre, 1.5 ettari di vigneto e 1 ettaro di bosco, si trovano a Savorgnano del Torre, nel comune di Povoletto, nella parte più occidentale e più fresca dei Colli Orientali del Friuli, tra i 175 e i 300 metri di altitudine.

Le colline, regalano una stupenda visuale della pianura friulana ed una perfetta esposizione al sole, mentre alle spalle le vicine montagne creano sbalzi termici tra giorno e notte fondamentali per la qualità delle uve, inoltre la vicinanza al mare Adriatico garantisce una benefica ventilazione.
La posizione geografica di Savorgnano lo rende particolarmente interessante dal punto di vista viticolo e i vini che qui nascono sono caratterizzati da una freschezza riconoscibile.
Il territorio inoltre si caratterizza per la presenza della tipica “ponca”, il suolo caratteristico dei Colli Orientali. Si tratta di terreni che si sono formati sulla compagine rocciosa (terreni eluviali) e originati dal dilavamento dei rilievi flyschoidi (terreni eluvio-colluviali), infatti 65 milioni di anni fa le colline si trovavano sotto al livello del mare.
La ponca, chiamata anche flysch, è costituita da un’alternanza di strati di spessore variabili di marne (argille calcaree) ed arenarie (sabbie calcificate). La marna assorbe facilmente l’acqua ed è di consistenza tenera, l’arenaria è dura e impermeabile.
VINI DI PONCA

Con l’annata 2025 finalmente nasce un vino di TERRITORIO il cui nome sarà anche quello del nostro PAESE, per cui “Savorgnano DOC Friuli Colli Orientali”. È un passaggio fondamentale, diventare un Crù della denominazione, per comunicare al consumatore quale sarà la nostra strada per il futuro.
La natura della roccia e la stratificazione del suolo influenzano direttamente il comportamento delle piante, in quanto influiscono sull’assorbimento dell’acqua e degli elementi minerali. In particolare, questa complessità geologica è un efficiente regolatore dello stato idrico del terreno, perché riesce ad evacuare rapidamente le acque in eccesso e a trattenere solo quelle necessarie alla fisiologia, determinando, durante il periodo vegetativo della vite, momenti di stress, necessari per una produzione di qualità.
La ponca, inoltre, garantisce poca vigoria alla pianta e quindi mantiene bassa la produzione per ceppo andando a incrementare la concentrazione di sostanze estrattive nei grappoli.
Il fatto che la stratigrafia e i caratteri delle rocce possano variare da collina a collina fa sì che ogni vigneto, e quindi il vino che ne deriva, rappresenti un’unità inscindibile con il territorio che l’ha generato.

